Dal 1889 è l'unità di base conservata in un caveau a Sevres, in Francia. Adesso si è scoperto che non è immutabile. Il lingotto di platino e iridio, ha perso 50 microgrammi. E nessuno sa perché
Il cambiamento, scoperto quando il prototipo è stato messo a confronto con le sue copie ufficiali, ammonta solo a circa 50 microgrammi, equivalenti alla massa di un minuscolo granello di sabbia, ma rivela che il prototipo ha fallito il suo compito primario, quello di essere un punto fermo di stabilità in un mondo di incertezza.
Questo significa, dicono gli scienziati, che è giunto il momento di trovare un nuovo modo di calcolare il chilogrammo, che gode attualmente di una definizione deliziosamente frustrante: "Un'unità di massa uguale alla massa del prototipo internazionale del chilogrammo".
Secondo Peter J. Mohr, fisico teorico presso il National Institute of Standards and Technology di Gaithersburg, nel Maryland, si tratterebbe di basare il futuro chilogrammo su una costante
fisica fondamentale e non su un oggetto incostante. "Vogliamo avere qualcosa che non cambi", dice, "per poter avere un sistema di misurazione stabile".
Il chilogrammo è l'ultima unità di misura di base che sia stata espressa nei termini di un oggetto manufatto (suo "cugino", il prototipo internazionale del metro, venne mandato in pensione nel 1960, quando gli scienziati ridefinirono la misura. Poi, la ridefinirono nuovamente nel 1983. Ufficialmente, oggi un metro è: "la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un intervallo di tempo pari a 1/299.792.458 di secondo").
Gli scienziati hanno ora dei piani altrettanto arditi per il chilogrammo, e di fatto per molte altre unità di misura di base. Una bozza di risoluzione da presentare alla Conferenza generale sui pesi e le misure, che si svolgerà in ottobre, racchiude nuove e migliorate definizioni per l'ampere, la mole e la candela. "Sarebbe il più grande cambiamento nella metrologia da quando venne introdotto il sistema metrico durante la Rivoluzione francese", dice Quinn.